Si intensificano le indagini sul duplice avvelenamento da ricina di Pietracatella, in provincia di Campobasso, dove nel dicembre 2025 hanno perso la vita Antonella Di Ielsi e la figlia Sara Di Vita, di appena 15 anni. A distanza di diversi mesi dalla tragedia, gli investigatori cercano di ricostruire non soltanto le modalità attraverso le quali il veleno sia entrato in contatto con le vittime, ma anche l’eventuale movente e l’identità di chi potrebbe aver pianificato il delitto.
Secondo le indiscrezioni riportate da diversi organi di stampa, gli approfondimenti investigativi riguarderebbero in particolare tre persone legate, a vario titolo, alla famiglia Di Vita: Monia, insegnante di matematica e amica di lunga data di Gianni Di Vita; Michele, marito della donna e tecnico di laboratorio presso un istituto scolastico di Riccia; e Laura, cugina dell’ex sindaco e insegnante di sostegno a Casacalenda.
Si tratta di persone i cui rapporti e collegamenti vengono approfonditi dagli inquirenti,…
